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Oggi mamma news

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Un piccolo universo, dedicato alla famiglia, alle mamme e ai figli.


Homeschooling come funziona: è efficace?

Pubblicato da Mara Mencarelli su 4 Settembre 2019, 17:11pm

Tags: #Scuola italiano

Homeschooling  come funziona: è efficace?

Homeschooling come funziona: è efficace?

Si potrebbe aprire un dibattito di giorni su l'homeschooling e non trovare una linea che vada bene per tutti. Ci credo? Non proprio! Dipende! Dipende in virtù del fatto che ho cresciuto 3 figli alle scuole statali e private, ed anche dal fatto che mia madre era un'insegnate super qualificata delle elementari una delle poche che, alla sua epoca, ha avuto la particolarità di seguire in una solo classe bambini dalla prima elementare alla quinta.

Una delle poche ad iniziare il fatidico tempo pieno e specializzarsi anche sui bambini con handicap. Quando  mia madre iniziò ad insegnare non esisteva la scuola così come la concepiamo noi oggi. Eppure, nonostante le sue competenze ci ha mandato tutti a tre a scuola. Perché? Perché la scuola è ampiamente formativa anche a livello sociale. Certo si deve scegliere una buona scuola e dei bravi insegnanti.

Cambiano i metodi

 

Mentre i miei tre figli si formavano e frequentavano le scuole mi sono resa conto di come cambino i metodi in un arco di tempo davvero ridotti. Alcune tecniche di conto adottate per la matematica ed imparate da me quando ero bambina, sono state completamente stravolte da nuovi metodi. Stessa cosa per l'italiano, noi imparavano l'alfabeto e poi a leggere, ora si insegna con il metodo globale in modo che i bambini imparino a leggere subito senza sillabare le lettere. 

Homeschooling  come funziona: è efficace?

 

Fare gli insegnati è difficile farlo ai propri figli ancor di più

 

Ho seguito i miei figli nello studio per anni, li ho aiutati quando hanno avuto difficoltà, ho incrementato il loro lavoro in alcune materie in cui ritenevo che il programma fosse insufficiente (specie alla scuola statale). Poi, li ho spostati in una scuola privata dove si sono fatti davvero "le ossa" e sono usciti molto preparati tanto che, rispetto ad altri coetanei, non hanno incontrato problemi negli studi successivi. Uno sforzo economico ben ripagato. 

Convincere il proprio bambino a dover fare i compiti può risultare non semplice quando questi sono "imposti dal genitore" e non dall'insegnante, l'ho provato sulla mia pelle. Fargli capire che vivono una realtà diversa rispetto ai coetanei, ossia l'homeschooling è ancora più complicato. Io stessa, non vedevo di buon grado quando mia madre si accingeva a spiegarmi qualcosa che non avevo capito a scuola, eppure era un'insegnate a parlarmi...  un'ottima insegnate. 

 

 

I bambini con handicap e ritardo cognitivo e l'homeschooling

 

I bambini con handicap e ritardo cognitivo hanno delle difficoltà oggettive in più. Ho seguito io stessa dalle elementari fino al diploma una bambina, ora adulta, nella scuola elementare, media e superiore. Ogni volta che le spiegavo qualcosa di nuovo doveva trovare il metodo giusto per poter arrivare alla sua comprensione, non farle perdere fiducia, e stimolare il suo interesse. La bambina frequentava le scuole statali ed aveva un'insegnate di sostegno ma non un livello di supporto adeguato alle sue possibilità. Tant'è, che non imparò a leggere e a scrivere ne a fare i conti fino alla terza elementare. Dato che si trattava della figlia di una cara amica mi rivolsi a mia madre che riuscì, in breve tempo a compiere quel miracolo che la scuola non erano riuscita a compiere.

Una volta che la bimba fu in grado di leggere e scrivere e fare i primi conti mi fu affidata perché proseguissi il lavoro, anche in virtù del legame e della fiducia che la bimba riponeva in me. Contemporaneamente, continuò a seguire le scuole statali. Non è stato facile e, nei momenti di crisi da "non sono capace" e "non lo posso fare" che gli provenivano dalla scuola, e forse anche dalla famiglia, avevo trovato il modo di spezzare la tensione da insuccesso e  rifiuto facendoci un bel tè, e consumando due pasticcini che ovviamente preparava allegramente la bambina / ragazza  divertendosi, (sebbene fossimo a casa mia). Piccoli trucchi messi in atto per vincere i momenti di crisi.

Lavoro scuola e gioco, esperienze nuove, e manualità, disegni e colori,  piccoli doni e divertimento, chiacchiere e scuola, questo era il nostro modo di lavorare che si modificava ogni giorno e in ogni momento comparisse un ostacolo che, il ritardo cognitivo e la componente autistica insieme alla sfiducia in se stessa, facevano sorgere con estrema facilità. Le ho corretto le parole fino alla nausea per fargliele pronunciare bene, ovviamente giocando, cantando e ridendo insieme; le ho insegnato anche a ballare, dato che sono un'insegnate di ballo e l'insegnamento comunque fa parte della mia vita, in un modo o nell'altro. Tanta pazienza, escamotage e costanza hanno dato i suoi risultati. Dovreste vederla ora! :-)

Non sono una maestra, ma ho avuto una buona insegnante ed ho fatto esperienza sul campo in vari modi che non mi metto qui ad elencare, supportata comunque da mia madre.  Devo dire che, purtroppo, almeno nella mia città, (Roma) le ore di sostegno assegnate ai bambini con difficoltà sono davvero pochi, e  in questi casi l' homeschooling  primario o di supporto fatto da persone competenti e di buona volontà,  può dare di gran lunga risultati migliori; come testimonia a storia che vi ho raccontato.

 

I bambini hanno bisogno di socializzare, condividere ed imparare

 

La scuola rappresenta una crescita non solo dal punto di vista didattico, ma anche di condivisione, di amicizia, di esperienze singole e di gruppo: privare il bambino della scuola è giustificabile a favore dell' homeschooling solo qualora i genitori si muovano spesso da una città all'altra, o da una nazione all'altra per via del lavoro, o quando vi siano effettivi problemi di salute. Molti genitori contrari al calendario vaccinale, hanno ripiegato verso questa forma di insegnamento e, sono sincera, li comprendo, anche se in parte. 

Dunque, non sono propensa all'homeschooling ma neanche lo demonizzo, dipende dalle competenze di chi segue il bambino e, di sicuro, un buon insegnate professionale è in grado di avere buoni risultati rispetto ad un genitore improvvisato insegnate, ma ha un costo non ridotto. Dunque, la soluzione sarebbe quella di praticare un homeschooling "parziale" fatto in casa, sì,  ma a cui magari partecipano 3 o 4 bambini seguiti da un vero insegnante. Se non avete alternativa, allora vi auguro un in bocca al lupo per il vostro "lavoro" ma dovreste studiare tanto ed applicarvi per realizzare un homeschooling fatto come si deve. 

Vi ricordo che dopo le elementari ci sono le medie e poi le superiori: sicuri di farcela? La strada è lunga e per nulla facile!

 

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